Storia dei Vini d’Italia: il Razzese ed il vino di Monterosso in Liguria

Storia dei Vini d’Italia: il Razzese ed il vino di Monterosso in Liguria

Per me è verisimile congetturare che questo tipo di vino’ da principio sia stato chiamato dalla gente del posto genericamente Rosato derivandone il nome dal suolo natio — mons roseus —, o piuttosto dal nome della rosa. Oppure, se vogliamo lasciarci guidare nello spiegarne il nome dalle caratteristiche della colti­vazione, sembra che quegli stessi abitanti abbiano voluto definire Racemosum quel vino come anche le viti — «ricche di grappoli» — dalle quali si produce, che abbondano in particolare nei vigneti sotto il predetto Monterosso ed in altri luoghi delle Cinque Terre. Questo tipo di uve infatti per effetto del sole molto caldo e per il riflesso continuo del calore che viene senza posa riverberato dalle asperità rocciose del terreno si riscalda intensamente e circa i primi giorni del mese di luglio incomincia a maturare e nel corso dei giorni che portano ad agosto si raddolcisce e soprattutto per il fatto che le viti sono basse e pertanto semiappas­site già alcuni giorni prima della vendemmia dalle uve semplicemente pigiate e spremute si spande il sincerissimo liquore del vino. Subito dopo lo riversano nelle sue vinacce e, dopo una bollitura adatta a far sì che il mosto si schiarisca ed acquisti dai raspi come dalla sua propria matrice la sua succosa caratteristica, dopo quattro o cinque giorni lo si estrae ormai purificato e lo si chiude in grandi botti ben colme. Dopo che s’è riposato per un bel po’ di tempo lo travasano in vasi più piccoli e lo affidano al mare e dicono che con il moto delle onde si perfeziona. Pertanto qui a Roma abbiamo la possibilità di conoscere questi vini sincerissimi nella sostanza, piuttosto grossi che soavi, di straordinario odore e limpidi nella loro splendidezza dorata che scintillano blandamente nei bicchieri. Sono vini gradevolissimi a bersi e molto nutrienti massime per gli anziani per l’autorevole attestazione e l’esperienza di papa Paolo III che li beveva specialmen­te in autunno e durante i grandi freddi dell’inverno, ed in particolare tra essi quelli che a berli lasciavano una gradevole sensazione di dolce. Sono vini che possono bere benissimo i sani come i meno sani.

Del resto nel porto di Genova arrivano vini d’ogni tipo provenienti sia dalle sue colline come da altri luoghi, dalla Francia e quelli molto robusti dall’Italia, ed anche soavissime Malvasie di Creta e persino quelli fin troppo lodati di Spa­gna’.